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Il
ROVERISMO attuato nel CLAN ha lo scopo di formare degli UOMINI, nel
significato completo e cristiano della parola cioè delle persone le quali,
nel posto dato loro dalla Provvidenza, divengano - con l'azione e l'esempio
nella vita familiare, professionale e sociale e con il servizio costante -
centro di
irradiazione della verità e della carità di Cristo.
Per
arrivare allo scopo il giovane dovrà passare un periodo di prova (Pattuglia
Novizi) e quello successivo di formazione.
Durante
il periodo in Pattuglia Novizi, comunque integrata nel Clan, il giovane avrà
la possibilità di valutare il roverismo e la propria attitudine a
praticarlo. In questo periodo si sottolinea la vita rude all'aperto, la
formazione fisica, la ricerca e la riflessione collettiva e personale sui
problemi che si pongono al giovane di quell'età e sulla società in cui vive,
l'orientamento al servizio ed alla vita religiosa, meditata e sentita con la
Chiesa.
Successivamente, sarà aiutato a prendere una precisa linea di condotta di
fronte ai massimi problemi della vita e a realizzare precisi e concreti
risultati.
In
particolare, il giovane tende a raggiungere quel certo livello di
preparazione spirituale, morale, culturale e fisica, fissato dai principi
fondamentali del Movimento Scout e dalla Carta di Clan (un codice etico,
plastico alle sue esigenze), ed una chiara visione dei problemi della
famiglia, della professione e della società.
Quando
riterrà d'aver raggiunto, nei vari settori, quel livello di preparazione che
occorre per fare di lui un UOMO-SCOUT, viene ammesso alla PARTENZA; questa è
il coronamento della Promessa Scout e con essa il giovane si impegna a
realizzare gli ideali di vita propostigli dal Clan ed in particolare si
impegna ad un SERVIZIO CONTINUATIVO e DISINTERESSATO.
IL ROVER
Il Rover
è un tipo: ciò porta una qualificazione su termini concreti.
Senso di
religiosità, fondato su idee chiare.
Senso
della competenza, attraverso una seria preparazione.
Senso
della natura, come evasione dal falso e dal limite.
Senso del
servizio, come risposta alla vocazione cristiana.
Il Rover
è un tipo: col coraggio di restare anche da solo, per rimanere onesto, con
la volontà di proseguire, anche se tutti si fermano, con disprezzo manifesto
per il compromesso o il doppio gioco.
E per giungere alla formazione di tali personalità occorrono:
idee
chiare
attuazione precisa di un piano di educazione
una
comunità che sostenga e conforti
A.
Ghetti, Al ritmo dei passi, Edizioni Ancora, p. 114
LEGGE E PROMESSA
"La Legge
dei Rovers è la stessa degli Scouts nella lettera e nello spirito, ma deve
essere considerata da un diverso punto di vista che è quello dell'uomo. In
entrambi i casi il principio fondamentale della Legge Scout esclude
risolutamente l'egoismo e spalanca la porta alla buona volontà ed al
servizio verso il prossimo" (B.P. La strada verso il successo, p. 210)
"Come
Rover dovrai ricordare che, varcando le soglie dell'adolescenza verso la
virilità, avrai superato lo stadio in cui si impara ad osservare la Legge
Scout ma che ormai dovrai applicarla praticamente usandola come guida alla
tua condotta nella vita. Per di più sei ora in situazione di responsabilità
tale da dare l'esempio agli altri, esempio che potrà condurre verso il bene
e verso il male, a quanto a fondo tu mantieni la Promessa che hai fatto sul
tuo onore, come Rover, di offrire agli altri buona volontà ed aiuto" (B.P.
La strada verso il successo, p. 241)
Ciò che
differenzia il Clan rispetto ad altre forme di aggregazione di giovani è la
centralità della Legge, accettata e fatta propria dal singolo e dal gruppo
come stile di vita, cammino da seguire come individui e come comunità. La
scelta di un "senso del dovere" è in questo modo una precisa manifestazione
di libertà.
"Sei
stato educato a scuola in una classe e non eri che una pecora del gregge. Ti
hanno insegnato gli elementi generali del sapere e ti è stato insegnato
"come imparare". Ora spetta a te come individuo di andare avanti e di
imparare da solo quelle cose che daranno più forza al tuo carattere e ti
permetteranno di riuscire nella vita facendo di te un uomo." (B.P. La strada
verso il successo, p. 229)
Il
sistema Legge-Promessa fornisce la base e l'energia per attivare un sistema
di co-responsabilità. B.P. chiama autoeducazione questa co-responsabilità e
spiega che il compito educativo del Capo consiste nello "spingere il ragazzo
ad apprendere da sé, di sua spontanea volontà, ciò che gli serve per
formarsi un carattere forte". (B.P. Il libro dei capi, p. 66)
In questa
linea B.P. invita chiaramente il Rover che affronta la vita a "guidare da
solo la sua canoa" e a non essere "una pecora del gregge".
Questa
visione di autoeducazione è, quindi, ben lontana dall'idea che il Rover sia
l'unico protagonista della propria crescita e che il Capo debba limitarsi
solo a fornirgli mezzi ed occasioni di scelta.
Non è
pensabile infatti che il Rover si formi le sue idee e scelga autonomamente
semplicemente paragonando tra loro tutte le posizioni esistenti e
limitandosi a valutare i pro e i contro.
In questo
modo si presupporrebbe un individuo sradicato dall'appartenenza alla sua
tradizione, un individuo reso "tabula rasa" e spogliato, quindi, della sua
identità. Se Così fosse, questo vorrebbe dire che ha già subito una
violenza.
Il Rover
ha diritto ad essere aiutato, senza imposizioni arbitrarie ma anche senza
essere abbandonato alla propria istintività, ad acquisire una volontà libera
e consapevole di realizzare il compito della sua vita.
Educare è
introdurre alla realtà, formando personalità che sappiano ascoltare e
comprendere.
Questa è
condizione necessaria per la formazione della maturità e della adeguatezza
del giudizio. Compito fondamentale del Capo Clan è quindi educare il Rover a
ciò, indirizzandolo a fargli realizzare se stesso, sviluppandone le qualità
migliori senza tuttavia forzarne la personalità e aiutandolo a scoprire e a
realizzare il disegno formulato da Dio nei suoi confronti.
Inoltre
la formazione personale nel Roverismo non è di tipo individualistico,
rivolta esclusivamente al proprio io, bensì ha la caratteristica della
ricerca del proprio arricchimento morale, intellettuale e fisico, nella
costante tensione a fare qualcosa per il proprio prossimo. |